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RACCONTI DELL'ETA' DELL'ORO

regia: I.Uricaru,H.Hofer,R.Marculescu,C.Popescu,C.Mungiu

anno: 2009


Trama:
Gli anni della dittatura e del regime comunista in Romania vengono raccontati con queste brevi storie e con molto umorismo.

Critica:
"Il film è un strascinante e surreale ritratto di un popolo che sta cercando con fatica di fare i conti con il proprio passato.". (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 20 maggio 2009)

"Romani, rom, rumeni... stessa matrice, stessa lingua d'origine. Tanto che il regista Cristian Mungiu, Palma d'oro 2007, si è ispirato alla commedia italiana anni '60-'70 per il film collettivo, cinque episodi, 'I racconti dell'età d'oro'. L'idea nasce in risposta alla critica di una diciottenne al vincitore di Cannes, '4 mesi, 3 settimane, 2 giorni' (plumbea storia di aborto e sensi di colpa) in quanto film «da festival» e si propone come opera dall'anima popolare, prodotto e scritto dallo stesso Mungiu, che dirige uno dei corti insieme a Uricaru, Hoffer, Marculescu e Popescu. Sono le leggende metropolitane dell'era Ceausescu, surreali ma non troppo, distillato dell'humor di massa, antidoto alla rigida e insensata disciplina di partito. Il cinema rumeno colleziona tra i tanti uno dei migliori cineasti al mondo, Lucien Pintilie, che ha restituito colori, bellezza, lacrime e memoria di una Romania inquieta e non umanamente pacificata durante la dittatura comunista. Mungiu, altra generazione, aveva circa 20 anni quando Ceausescu e sua moglie furono spazzati via a fucilate e si può permettere di scherzare con l'età d'oro, ovvero gli ultimi quindici anni del dittatore, i peggiori per la Romania poverissima e affamata. Impossibile realizzare un film così allora, un po' imbarazzante vederlo adesso conoscendo già l'happy end, come sbarazzarsi politicamente dell'avversario sparandogli addosso. Ma forse la comicità, seppure amarognola, non conosce frontiere. E Mungiu inanella le sue leggende metropolitane intorno all'ubbidienza cieca dei rumeni. Qualcosa di grottesco, storie soprattutto di periferia rurale, di gente semplice alle prese con una logica folle. Due episodi per tutti." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 20 maggio 2009)

"Film magico, divertente, amaro, attori geniali, storie drammatiche e ridicole di come le dittature asserviscono e zittiscono interi popoli." (Natalia Aspesi, 'la Repubblica', 20 maggio 2009)
PRESENTATO IN CONCORSO AL 62. FESTIVAL DI CANNES (2009) NELLA SEZIONE 'UN CERTAIN REGARD'.
LA VERSIONE DEL FILM DITRIBUITA IN ITALIA COMPRENDE SOLO I SEGUENTI QUATTRO EPISODI: "LA LEGGENDA DELLA VISITA UFFICIALE", "LA LEGGENDA DEL FOTOGRAFO DI PARTITO", "LA LEGGENDA DEL POLIZIOTTO INGORDO", "LA LEGGENDA DEL CAMIONISTA DI POLLAME".

LA DURATA INDICATA E' RELATIVA ALLA VERSIONE ITALIANA. QUELLA ORIGINALE, CON TUTTI E SEI GLI EPISODI, ERA DI 155'.

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