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THE WRESTLER

regia: Darren Aronofsky
Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood (105')
anno: 2008


 Dai successi degli anni ’80, al triste declino della prima decade del nuovo millennio, la parabola terrena di un lottatore professionista del wrestling, subisce una impennata nel momento in cui, complice un attacco di cuore, egli desidera riprendere in mano le redini della propria esistenza. Ma il richiamo del ring è più forte di qualsiasi altro stimolo.

 Vendetta di un destino beffardo o inesplicabile “risarcimento danni”?

Fatto sta che l’assegnazione del Leone d’Oro 2008 a questa pellicola non ha riscosso il favore del pubblico e della critica presenti al Festival di Venezia. Tanto più che i cinephiles di buona memoria ricordavano ancora la magra figura che, lo steso regista, due anni fa, aveva fatto portando al Lido lo sghembo e psichedelico The Fountain.

Tuttavia, a favore della nuova produzione del regista di Brooklin, New York, va detto che si tocca con mano quanto “o’ core” pesi nella sceneggiatura di Robert Siegel; tutta la costruzione è un atto d’amore nei confronti del mito degli eccessivi anni ’80, di cui la pratica del Wrestling, l’hard Rock dei Gun’s and Roses e le trascinanti canzoni di Bruce Springsteen furono alcuni aspetti esplosivi e coinvolgenti. Dal punto di vista strettamente cinematografico non si può, però, sottacere come la costruzione del prodotto ricalchi un filone drammatico già molto abusato nel cinema d’oltroceano e si appiattisca proprio sui luoghi comuni di tali produzioni in un crescendo di situazioni tipo costruite e riprese appositamente per muovere alla commozione e provocare l’applauso.

Mickey Rourke, irriconoscibile e quasi realmente sfigurato da tre anni di pugilato reale, presta egregiamente una fisicità prorompente ma distrutta.

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