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PUCCINI E LA FANCIULLA

regia: Paolo Benvenuti
Riccardo Moretti, Tania Squillarlo, Federica Chezzi, Debora Mattiello, Giovanna Daddi (84')
anno: 2008


Un episodio della vita del compositore Giacomo Puccini, legato alla sua complessa e multiforme vita affettiva. Paolo Benvenuti, pittore ed insegnate di storia dell’arte, già assistente di set per Rossellini, da tempo esplora una sua personale forma di Cinema che sposa didattica, ricostruzione storica e documentario (Confortorio; Gostanza da Libbiano; Segreti di Stato), mercè l’aiuto e la collaborazione artistica della compagna, Paola Baroni. Ancora una volta l’istanza narrativa è affidata alle immagini e benché si cerchi di far luce su un episodio tuttora piuttosto oscuro della vita del Maestro e sul suicidio della giovane Doria Manfredi, il film mette in scena una ricostruzione minimale, quasi un dagherrotipo “vivente”, seppur molto accurata e fedele, fortemente asciugata di dialoghi (a parte alcune lettere originali tratte dal voluminoso carteggio dell’archivio Puccini), ma densa di suoni d’ambiente e passaggi al pianoforte tratti da “La fanciulla del West”. Tempi e spazi sono gestiti secondo una logica anti-spettacolare, così come la gamma cromatica dei costumi, delle scene e della fotografia (veramente affascinante il lavoro sulle luci e sulle ombre), restituisce una tavolozza che sa di nostalgia, di vecchia foto ritoccata, di quadretto macchiaiolo… E in secondo piano, ma molto evidenti, rispetto ad un episodio privato e “scandaloso” emergono, come erbe lacustri da un pantano, i tanti sottotemi di cui il film è denso: la vita dei proletari agli inizi del secolo, l’emarginazione sociale e l’ostracismo per chi vive “fuori dalle regole”, la morale familiare dell’epoca, la mitizzazione anche in chiave di ambiguità morale, di una figura artistica importante della storia musicale.

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