> Home > Chi siamo > Rassegne > Contatti
     
 

Archivio


:: ZEN SUL GHIACCIO SOTTILE |
voto:


:: IL RAGAZZO PIU' FELICE DEL MONDO |
voto:


:: A STAR IS BORN |
voto:


:: OPERA SENZA AUTORE |
voto:


:: UNA STORIA SENZA NOME |
voto:


:: LA PROFEZIA DELL'ARMADILLO |
voto:


:: SULLA MIA PELLE |
voto:


:: LA MELODIE |
voto:


:: LA CASA SUL MARE |
voto:


:: A QUIET PLACE - Un posto tranquillo |
voto:


:: DARK NIGHT |
voto:


:: THE SHAPE OF WATER |
voto:


:: TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI |
voto:


:: SUBURBICON |
voto:


:: VICTORIA E ABDUL |
voto:


:: NICO, 1988 |
voto:


:: MADRE! |
voto:


:: AMMORE E MALAVITA |
voto:


:: UNA FAMIGLIA |
voto:


:: L'EQUILIBRIO |
voto:

Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19

 

 

 

 

 

:: Speciale a cura dei membri del CGS

"visti per voi"
Schede di film recenti redatte e curate dal CGS Marche

Vi state chiedendo quale film andare a vedere al cinema?
In questa sezione trovate le nostre opinioni e valutazioni su pellicole viste recentemente.

 

Ultima recensione:

LA BANDA

recensione di: Nadia Ciambrignoni | voto: 4

regia: Eran Kolirin
Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety, Saleh Bakri (90')
anno: 2007


Un pulmino bianco nella prima inquadratura; subito dietro i componenti, in uniforme azzurra, di una banda, con trolley e strumenti al seguito.  Veniamo a sapere attraverso indizi e poche essenziali parole, che vengono da Alessandria d'Egitto e sono della polizia municipale. Devono raggiungere una piccola città in territorio israeliano per suonare all'inaugurazione di un centro culturale arabo. Ma l'esordio della vicenda prende avvio da un errore linguistico nel chiedere ( evidentemente in un inglese approssimativo, che noi spettatori italiani non possiamo sentire) le informazioni necessarie per arrivare a destinazione.


Sceneggiatura scarna, con dialoghi prosciugati ed espressivi della difficoltà comunicativa tra persone, lingue e culture diverse; insistenza su primi piani e  dettagli, situazioni del quotidiano e mai del folkloristico in un  viaggio  imprevisto  alla ricerca della comunicazione, del contatto interpersonale. Tutto si gioca sulla sfera del "privato" (niente politica, né problemi religiosi), e dei rapporti diretti, senza mediazioni, come evidenziato dalle domande chiare  e dai colori decisi. Lunghi silenzi, pause, un montaggio lento e talvolta surreale che dà tempo di pensare, di fare collegamenti e riflessioni. Il regista israeliano Eran Kolirin omaggia inoltre in modo commovente e bellissimo la musica araba, offrendo uno spiraglio che ci fa credere ancora, nonostante tutto, alla possibilità della ricerca di un dialogo tra le persone, prima che fra Israeliani e Palestinesi o tra Ebrei, Musulmani e Cristiani. Un dialogo basato sulle domande di tutti i giorni (Sei sposato? Sei mai stato con una ragazza? Ci aiutate?...), che si aprono sulle ragioni del profondo: le inquadrature del concerto finale raccontano tutto il film.

________________________________

Segnala ad un amico

indietro

visitatore numero:

top

 
 
 

Galleria di immagini


____________