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Schede di film recenti redatte e curate dal CGS Marche

Vi state chiedendo quale film andare a vedere al cinema?
In questa sezione trovate le nostre opinioni e valutazioni su pellicole viste recentemente.

 

Ultima recensione:

LO SPAZIO BIANCO

recensione di: Fabio Sandroni e Alberto Piastrellini | voto: 3

regia: Francesca Comencini
Margherita Buy, Gaetano Bruno, Giovanni Ludeno, Antonia Truppo, Guido Caprino, Salvatore Cantalupo, Maria Pajato (96')
anno: 2009


“Lo spazio bianco” di Francesca Comencini, tratto dall’omonimo romanzo della giovane scrittrice napoletana Valeria Parrellatra,  in concorso alla 66.ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, è un film sull’attesa e sulla maternità. Margherita Buy interpreta la parte di una donna matura e “svalvolata”, dalle relazioni inconcludenti che, dopo una gravidanza improvvisa, dà alla luce, prematuramente, una bimba. La gestazione interrotta al sesto mese, si prolunga nell’incubatrice di un ospedale napoletano, mentre la donna si strugge nell’attesa di una vera nascita o di una morte. Declinato totalmente al femminile, con un’assenza marcata del maschile, il film racconta una crescita interiore, ma anche le scelte di un gruppo di donne, unica fonte di solidarietà di fronte ad eventi contrassegnati dalla solitudine e dalla separatezza, come evidenzia anche la colonna sonora disseminata di rumori disturbanti e silenzi “rumorosi” o una fotografia fredda e significativa (Luca Bigazzi).

"Lo spazio bianco", cui unanimemente si riconosce il pregio di portare sul grande schermo un aspetto problematico della maternità, ha suscitato reazioni contrastanti. A molti è apparso molto costruito e discontinuo nelle sue varie parti, laddove si nota un certo contrasto nella regia fra le varie sequenze, ora mediamente lineari, ora frammentate e diluite in inquadrature estetizzanti (plongée, dettagli, addirittura una incomprensibile sequenza onirica di balletto). Ad altri è sembrato intenso e ricco di suggestioni, soprattutto visive, evidenti proprio in quegli stessi inserti criticati sopra, che sembrano suggerire alle immagini una sorta di frammentata soggettività.

La valutazione, nel tentare una sintesi, si attesta sui tre pallini.

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